I veri step per discutere la tesi di dottorato

e diventare finalmente dottore

Posted by Breaking Thirty on June 15, 2019

Alla fine di aprile, dopo quattro anni di duro lavoro, ho finalmente discusso la mia tesi di dottorato. La discussione prevedeva trenta minuti di presentazione e almeno un’ora di domande. Preparare la discussione è stato un ultimo sprint disperato che ha lasciato il segno. Non sto solo parlando della perdita di capelli che ho subito, né della piccola ruga che le lunghe giornate di lavoro mi hanno lasciato sotto l’occhio sinistro. Quello che voglio dire è che prepararmi per la discussione mi ha lasciata con non pochi strumenti e risorse su come affrontare future situazioni di forte stress. Come sempre, vi riassumerò queste perle di saggina nella lista di sotto. Perché a chi è che non piace un buona lista?

Mindfulness

  1. Indossa i tuoi vecchi vestiti. Da gennaio fino al giorno della discussione ho praticato tutti i giorni delle tecniche di visualizzazione. Mi sedevo sul mio cuscino da meditazione, meditavo per cinque minuti e poi visualizzavo me stessa nel giorno delle discussione che mi destreggiavo tra slide e domande. Per rendere il tutto più realistico e palpabile, cercavo di immaginare tutto nei minimi dettagli. Questo è per fare in modo che il cervello interpreti un evento che non è ancora successo come familiare e ci si abitui. Tra i vari dettagli, mi immaginavo anche come mi sarei vestita, ovvero con il mio amato tailleur azzurro che da dieci anni mi accompagna in tutte le occasioni più formali. Questa pratica di visualizzazione stava quasi per fallire a causa di mia mamma, che mi chiamò una sera per pregarmi di non indossare il tailleur azzurro alla discussione. Era stufa di foto di me che sembravano tutte uguali e che le confondevano i ricordi. Non riusciva a distinguere se una certa fotografia fosse stata scattata al mio compleanno. O mentre davo il mio primo talk a una conferenza. O mentre davo il mio secondo talk a una conferenza. O a Pasqua (e quale Pasqua?). O se la fotografia fosse di quando aiutai mio padre alla fiera di Francoforte nel 2016, o all’edizione di due anni dopo. Mia mamma voleva delle foto completamente nuove… e io ero in preda al panico. La visualizzazione non funzionava più perché non sapevo con che vestiti immaginarmi. Ero stressata e frustrata. DOVEVO indossare il tailleur azzurro. Non potevo buttare all’aria quattro anni di lavoro così! Decisi di chiamare mia mamma. Alla fine ci siamo accordate che avrei discusso con il mio solito tailleur ma che me ne avrebbe comprato uno nuovo dopo il dottorato. Adesso ho un nuovissimo tailleur… blu per i prossimi dieci anni a venire!

    Gym

  2. Muovi il culo… e riposa il culo. Questo è quello che dice sempre Amy Landino, una delle mie youtuber preferite. Adesso vi spiego la mia personale interpretazione di questa frase. Ogni mattina portavo a termine il mio workout di quattro minuti e lo facevo come al solito prima dell’acqua col limone e prima di meditare. Oltre a questo, continuavo ad andare in palestra tre vole alla settimana come al solito… fino a che non ha più avuto senso che mi interrompessi alle 18:00 al lavoro per andare a pilates o a sollevare pesi. Quando mi sono ritrovata a dover rifare le slide da capo otto giorni prima della discussione, era chiaro che avrei dovuto lavorare fino a tardi tutte le sere. Ho sospeso le mie tre volte alla settimana in palestra e, grazie al mio percorso formativo nel self-help, non mi sono neanche sentita in colpa per averlo fatto. Facevo solo il workout di quattro minuti al mattino e continuavo ad andare a piedi in ufficio… dove poi riposavo il culo sulla sedia mentre il mio cervello lavorava senza interruzioni.

  3. Prendi la strada più bella per tornare a casa. Ho la fortuna di vivere vicino al lavoro e di poterci andare a piedi. Siccome ho studiato matematica, ho sempre fatto il percorso più breve che connette casa mia con l’ufficio (modulo gli edifici di mezzo ovviamente) e non ho mai dato bado a quello che mi circondava. Invece, la settimana precedente alla discussione, dopo dodici ore di lavoro solitario mentre tutti gli altri festeggiavano la Pasqua, ho avuto l’impellente bisogno di dare la precedenza alla bellezza invece che all’efficienza. Ogni sera, uscita dall’ufficio, facevo una mini deviazione e salivo sulla collina dove ci sono un museo, una bellissima chiesa ortodossa e un giardino con fontane. Facevo una passeggiata là sopra e mi gustavo l’aria di primavera per poi ridiscendere verso casa con la sensazione che la mia giornata avesse assunto tutto un altro significato.

    Darmstadt

  4. Concediti piccoli piaceri senza sentirti in colpa. Non sono per nulla la persona che si concede piccoli piaceri qua e là. La mia personalità inquadrata combinata con un’educazione cattolica mi porta a biasimare quelli che si lasciano andare senza una ragione particolare. Di sicuro devono essere persone con poca forza di volontà. O peccatori. Io sto alle regole, specialmente quelle che mi sono imposta da sola. Se ho detto che posso bere solo due caffè al giorno, dico di no a quello che diventerebbe il terzo espresso della giornata quando qualcuno me lo offre. Se ho detto che posso mangiare pane e Nutella a colazione solo una volta alla settimana, mi vedrai tirare fuori il vaso di Nutella dalla mia dispensa segreta in camera da letto o il sabato o la domenica mattina. Se ho detto che posso guardate Netflix solo dopo aver finito di leggere tutti e dodici i libri che mi sono prefissata di leggere per quest’anno, allora finisco per guardare Netflix alla fine dell’anno sotto le vacanze di Natale. Bene. Durante quella stramaledetta settimana prima della discussione, ho trasgredito a tutte queste regole ogni.singolo.giorno. Bevevo tre caffè al giorno e mi ritrovavo a cenare con pane e Nutella guardando Una Mamma per Amica su Netflix. Perché, diciamocelo, alla fine la passeggiata sulla collina non bastava psicologicamente come ricompensa a fine giornata.

    Nutella

  5. Lascia che amici e colleghi ti aiutino. Non ce l’avrei fatta a superare i giorni prima della discussione uscendone sana di mente senza il supporto dei miei colleghi. Sono stati loro che mi offrivano il caffè quando la macchinetta della Nespresso si ruppe. Sono stati loro ad assistere alle prove della presentazione e a darmi consigli su come migliorarla. Sono stati loro a lasciarmi nascondere il cellulare nel cassetto del loro ufficio e a controllare che non lo andassi a vedere per più di due volte al giorno. Sono stati loro a venire con me a fare una passeggiata nel parco e a collegare il computer con il proiettore nell’aula della discussione quando ero troppo agitata per farlo da sola. Sono stati sempre loro a convincermi di non acquistare un corso online da 350 Euro per auto ipnotizzarsi per contrastare l’ansia. E sono stati loro a festeggiare con me alla fine di tutto e ad essere felici per me.

Eccoli qua i miei consigli. Se stai per discutere la tesi di dottorato (o qualsiasi altra discussione), scegli ciò che ti sembra possa funzionare e fammi sapere nei commenti sotto come è andata. Potrà adesso sembrarti che non ce la farai mai a discutere e a vedere come sarebbe dall’altra parte. Ma fidati: se stai per discutere questo vuol dire che dall’altra parte ci sai arrivare eccome!

Quote Twain

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