Il costo della spesa senza plastica

(non si tratta solo dei soldi!)

Posted by Breaking Thirty on February 15, 2019

Diminuire il consumo di plastica è quello che ho deciso di fare come buon proposito per quest’anno. Dopo aver diminuito i prodotti di plastica che uso in bagno, adesso è ora di passare alla cucina. Sia frigo che dispensa intendo, tanto per rendere il tutto non troppo facile.

Oh.mamma.mia!

Lemons

Hai mai girato i supermercati cercando di fare la spesa senza plastica? L’ho fatto. Diverse volte. Ed è terrificante. TUTTO è avvolto dalla plastica! A partire da frutta e verdura. Broccoli, pomodori, insalata, cetrioli, retini di arance o limoni, banane senza la confezione ma con gli adesivi. E quel che è peggio è che la frutta e la verdura con confezioni con più plastica sono la frutta e la verdura biologica.

Fortunatamente, hanno di recente aperto un negozio di alimentari “plastic-free” proprio vicino al supermercato dove vado di solite, che è di strada quando torno a casa dal lavoro. Perfetto! Questo significa che posso facilmente liberarmi della plastica in cucina. E sono così fortunata che questo negozio sia proprio di passaggio quando torno a casa… Beh in realtà è di strada il martedì e il mercoledì, perché il lunedì, il giovedì e il venerdì vado in palestra e faccio un’altra strada. Non è un problema ovviamente: mi posso facilmente organizzare in modo da fare la spesa o il martedì o il mercoledì.

Ho letto da qualche parte che ci vogliono 21 giorni per ingranare con una nuova abitudine. Quindi ho tre settimane per abituarmi al fatto che farò la spesa solo di martedì o mercoledì e che mi dovrò portare dietro dei vasi vuoti al lavoro per riuscire a fare la spesa. Pfff… Niente di più semplice, sarà di sicuro un gioco da ragazzi e tre settimane sono anche troppe per una tipa disciplinata e costante come me!

Calendar

PRIMA SETTIMANA. Sono la Regina della costanza e una pro dentro. Non ho dubbi che riuscirò a ingranare già alla fine di questa settimana.

Martedì #1. Mi sveglio, faccio la mia routine mattutina, mi preparo per andare al lavoro, vado al lavoro. Merda! Ho dimenticato i vasi a casa. E persino la mia borsa di stoffa. Adesso è troppo tardi per tornare a casa a prenderli. E no: comprare direttamente al negozio i vasi da 8 Euro l’uno e la borsa di stoffa da 15 Euro non è un’opzione. Niente, oggi non andrò a fare la spesa. Nessun problema. Non ti auto-sgridare, Giulia, che tanto non serve a nulla. Sii propositiva invece. Puoi preparare la borsa con i quattro vasi vuoti dentro già stasera e la metti vicino alla borsa da lavoro così domani non te la dimentichi. Sì dai, facciamo così!

Mercoledì #2. Mi sveglio, faccio la mia routine mattutina, mi preparo per andare al lavoro, vado al lavoro. Merda! Ho dimenticato la borsa con i vasi a casa. Ancora! Ma come ho fatto a non vederla quando ho preso la mia borsa per il lavoro? Ok. Ok, ok, ok. Niente panico. Nessuno che biasima nessuno per favore. C’è ancora la settimana prossima e posso ancora farcela.

Jars

SECONDA SETTIMANA. Ammetto che non è stato così facile ingranare con questa nuova abitudine stavolta. Persino una Regina della costanza come me può incontrare difficoltà in questo genere di cose a volte. Questa seconda settimana sarà la mia settimana. Me lo sento.

Martedì #2. Mi sveglio, faccio la mia routine mattutina, mi preparo per andare al lavoro, prendo la borsa con dentro i quattro vasi vuoti dalla maniglia della porta d’entrata (mamma che furba che sono stata che mi è venuto in mente di appenderla lì ieri sera per non dimenticarla!), vado al lavoro. Cammino con i quattro vasi che si urtano l’uno contro l’altro dentro la borsa e fanno un sacco di rumore. La gente mi guarda e si chiede che ha di strano quella ragazza. Fingo di non sentire niente. Guardo dritto impassibilmente e continuo a camminare. Lavoro. Lavoro, lavoro, lavoro. Pranzo. Lavoro, lavoro, lavoro, lavoro. Lavoro. Sono le 19:32 e sono così stanca che faccio fatica anche a parlare. Momento perfetto per andare a fare la spesa direi allora. Vado al negozio senza imballaggi di plastica. Arrivo al negozio senza imballaggi di plastica alle 19:43. Il negozio senza imballaggi di plastica è chiuso! Tutti i supermercati chiudono alle 10:00 qui in Germania. Adesso, non che mi aspettassi che un negozio così alternativo da hipster stesse aperto così a lungo, ma almeno fino alle 20:00 quello sì… Mi incammino verso casa chiedendomi come le altre persone con lavoro, una famiglia (e magari un cane) ce la facciano ad andare al negozio senza imballaggi in tempo…

Mercoledì #2. Mi sveglio, faccio la mia routine mattutina, mi preparo per andare al lavoro, prendo la borsa con dentro i quattro vasi vuoti dalla maniglia della porta d’entrata, vado al lavoro. Cammino con i quattro vasi che si urtano l’uno contro l’altro dentro la borsa e fanno un sacco di rumore. La gente mi guarda e si chiede che ha di strano quella ragazza. Fingo di non sentire niente. Guardo dritto impassibilmente e continuo a camminare. Lavoro. Lavoro… non così tanto lavoro. Pranzo. Ops, qua mi sto distraendo non poco. Va bene, va bene. Ho lavorato così tanto ieri che mi posso permettere un giorno un po’ meno produttivo. Oh, sono le 16:00 e il mio cervello si sta concentrando di nuovo. Lavoro, lavoro, lavoro. Faccio solo un’ultima cosa… e un’altra ultima cosa… Mamma sono le 17:36 e devo correre a casa perché ho tedesco stasera e la mia insegnante di tedesco è, beh, tedesca e quindi in anticipo! Non ho tempo di fare la spesa oggi. Corro a casa, corro a casa. Merda! Questa è la seconda settimana che fallisco. Corro a casa. Merda! Corro a casa, corro a casa, corro a casa. E questi stupidi vasi con il loro stupido rumore. E più cammino velocemente e più fanno rumore. La gente mi guarda e pensa che ho qualche problema. Non riesco a dissimulare stavolta perché pure io penso di avere qualche problema. Corro a casa, corro a casa. Arrivo a casa alle 17:56. Insegnante di tedesco suona il campanello alle 17:57. Imparo il tedesco.

Pasta

TERZA SETTIMANA. Giulia. Dobbiamo parlare. Le due settimane scorse sono state un disastro. Ma tu sei la Regina della costanza che riesce a integrare nella propria vita qualsiasi tipo di abitudine (o mania) nel giro di qualche giorno. È vero: nelle due scorse settimane non hai raggiunto il tuo obiettivo, ma hai comunque trovato una strategia per non dimenticarti la borsa con i vasi a casa. Quindi va bene. Hai tutta questa settimana per ingranare con la spesa al negozio di alimentari senza imballaggi. Hai abbastanza tempo.

Martedì #3. Mi sveglio, faccio la mia routine mattutina, mi preparo per andare al lavoro, prendo la borsa con dentro i quattro vasi vuoti dalla maniglia della porta d’entrata, vado al lavoro. Cammino con i quattro vasi che si urtano l’un con l’altro dentro la borsa e fanno un sacco di rumore. La gente mi guarda e si chiede che ha di strano quella ragazza. Fingo di non sentire niente. Guardo dritto impassibilmente e continuo a camminare. Lavoro. Lavoro, lavoro, lavoro. Lavoro, lavoro. (Uh, sembrerebbe proprio che il martedì sia il mio giorno più produttivo!) Pranzo. Lavoro. Amico scrive: “Andiamo al Cafè Hess stasera alle 19:00?” Ma ovvio che non ci vado stasera al Cafè Hess, devo andare a fare la spesa al negozio senza imballaggi e il Cafè Hess si trova dall’altra parte della città! Come è possibile che la gente non capisca che ho una missione da portare a termine e mi chieda di uscire di martedì sera? Dirò che stavolta passo… Ma mi piace andare al Cafè Hess. Mi piace proprio tanto come posto. E sono più di due settimane che non vedo il mio amico. Mi piacerebbe davvero vedere il mio amico e intanto mangiarmi anche un bel filetto con un bicchiere di vino rosso. Prendo il telefono e gli scrivo: “Certo, a dopo!”. Vado al Cafè Hess. Mi godo la serata col mio amico. Vado a casa, felice per la mia serata e per aver provato a me stessa che ho ancora una vita. I vasi che si scontrano in borsa non mi danno neanche più tanto fastidio…

Eggs

Mercoledì #3. Ok Giulia. Questa è la tua ultima possibilità. Fa un respiro profondo e… Mi sveglio, faccio la mia routine mattutina, mi preparo per andare al lavoro, prendo la borsa e-ormai-lo-sapete-dove-sta-appesa-e-non-devo-specificarlo-oltre, vado al lavoro. Cammino, cammino, cammino. E NO, non sento nessun rumore! E NO, non sono matta! E , se aveste provato a salvare il mondo almeno una volta nella vita ora non mi fissereste così. Lavoro, lavoro, lavoro. Pranzo. Lavoro. Stacco alle 17:00 così ho abbastanza tempo per andare a fare la spesa e per arrivare puntuale a casa per la lezione di tedesco alle 18:00. Arrivo al negozio di alimentari senza imballaggi. Prendo il primo vaso dalla borsa e lo riempio di semi di chia. Lo peso e scrivo giù il peso. Prendo il secondo vaso dalla borsa e lo riempio di noci. Lo peso e scrivo giù il peso. Prendo il terzo vaso e… Dove sono le mandorle? Ah, arrivano la settimana prossima. E mi potrebbe dire dove posso trovare il grano saraceno? Oh, settimana prossima pure quello. Ma ci sono uova biologiche da galline felici libere di starnazzare! Ne prendo sei. E avete anche latte fresco in bottiglia. Non bevo latte, ma va bene ne prendo lo stesso un litro da tanto che sono entusiasta. Dunque: semi di chia, noci, sei uova, latte… 17,62 Euro. Uh-oh, 17,62 Euro e non riesco a mettere assieme manco un pasto con sta roba?!

Mi incammino verso casa. Mi chiedo come fanno le “persone normali con lavoro, una famiglia e un cane” a permettersi di fare la spesa là, dato tutto lo sbatti con i vasi, gli orari di apertura restrittivi, la poca disponibilità dei prodotti e i prezzi proibitivi. Cammino verso casa, cammino verso casa. Probabilmente non se lo possono permettere. Io d’altro canto non ho famiglia, non ho un cane, e neanche problemi di organizzazione o di determinazione… Ho solo un lavoro (e tante manie!). Magari è giusto così, che siano quelli nella mia situazione a doversi prendere a carico di fare la spesa senza imballaggi. Cammino verso casa, cammino verso casa…

Almonds

No no no no! Aspetta un attimo. Solo perché non ho una famiglia, né un cane, e sono determinata e organizzata, questo non vuol dire che il mio tempo libero valga di meno e che io abbia il dovere di rendermelo INSOSTENIBILE! Cammino vero il solito supermercato, cammino verso il solino supermercato (ve lo ricordate che era di strada, vero?). Prendo le mandorle (vendute in un sacchetto di plastica) e il grano saraceno (venduto in un sacchetto di carta… con una finestrella fatta di plastica per vedere dentro) e pago. Qualche euro. Bene! Cammino verso casa, cammino verso casa.

Quote Zizek

Dimmi di te? Ti sei mai sentita in dovere di fare qualcosa per via del tuo tempo, della tua situazione economica, sentimentale o delle tue capacità? Come ti sei sentita? Lo hai fatto volentieri? Fammi sapere nei commenti. Se vuoi leggere altri articoli delle cose che mi sento in dovere di fare perché, secondo molti standard, vivo una vita a metà, allora ti invito a iscriverti alla Breaking Thirty Newsletter per altri blog post divertenti come questo.

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